Fermo Posta

Articoli · 6 novembre 2026 · 2 min di lettura

Batosta repubblicana: Trump trova il colpevole, la sua modestia

Martedì 3 novembre gli americani hanno votato: i democratici si prendono il Senato e, per le proiezioni, anche la Camera. Per i repubblicani una batosta, e una batosta va consegnata a qualcuno. Trump dice al Wall Street Journal che l'Iran è stato "un pezzo" della sconfitta, ma il problema vero è che lui sulla scheda non c'era. Poi tocca a Fox News, a JD Vance, ai quasi 450 milioni di Elon Musk. E qualcuno la consegna l'ha gradita: Teheran.

di Piocy Tracoto · guarda il video (3:01)

Martedì gli americani hanno votato. I democratici si prendono il Senato, e per le proiezioni anche la Camera. Per i repubblicani, una batosta. E una batosta, come ogni raccomandata, va consegnata a qualcuno.

Primo indirizzo: la Casa Bianca. Il presidente americano, Donald Trump, al Wall Street Journal dice che l'Iran è stato un pezzo della sconfitta. Un pezzo. Il problema più grande, spiega, è che lui sulla scheda non c'era.

Se ci fosse stato, avrebbero vinto a valanga. Il vero colpevole, insomma, è la sua modestia. Indirizzo sbagliato. Nella stessa notte, la consegna passa a Fox News.

Per il presidente ha le sue responsabilità: dà troppo spazio ai democratici. Fox News. Troppo democratica. Indirizzo sbagliato. E annuncia che diventerà un commentatore politico, per spiegare perché i candidati hanno vinto o perso.

Consiglio del postino: cominci dallo specchio. Mercoledì scrive il vicepresidente, JD Vance. Abbiamo perso per la guerra. Lo ha detto ieri sera il presidente stesso. Ieri sera il presidente aveva detto: un pezzo.

E il Senato, avverte Vance, è perso per i prossimi sei anni. Finalmente un indirizzo giusto. Il presidente legge, e risponde: in gran parte vero, perché la guerra ha fatto salire la benzina. Un pochino, per poco.

Un pochino. Chiedete al distributore. E sulla guerra, dice, non cambierebbe niente. Poi c'è chi ci ha messo i soldi. Per i repubblicani, l'imprenditore Elon Musk ha speso quasi quattrocentocinquanta milioni di dollari, secondo i conteggi del Washington Post.

Delle gare su cui ha puntato il suo super PAC, mercoledì mattina ne risultavano vinte tre. Perse, ventinove. In Texas, dove ha puntato più di duecento milioni, il seggio al Senato va a un democratico per la prima volta dal millenovecentottantotto.

Quasi mezzo miliardo, spedito con ricevuta di ritorno. Ma qualcuno la consegna l'ha gradita. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, scrive: gli americani hanno detto no alla guerra, e noi sottoscriviamo il messaggio.

E aggiunge: se Washington tradisce quel voto, il no di Teheran arriva con un incubo. L'unica firma sulla ricevuta? Quella del nemico. Nella prima puntata dicevamo: prima le urne, poi le bombe. Sono arrivate prima le bombe.

Le urne hanno risposto. E il conto? Respinto al mittente.

Le fonti

Spunto, non fonte: un articolo di ZeroHedge su Trump contro Fox News, segnalato dal nostro bot il 5/11.

Satira su fatti veri: le battute sono nostre, i fatti no. Hai trovato un errore? Scrivi alla redazione.