Fermo Posta

Articoli · 4 novembre 2026 · 1 min di lettura

L'Europa ha chiuso le raffinerie. Ora scopre che i carri armati vanno a diesel

Per vent'anni l'Europa ha lasciato chiudere le sue raffinerie: concorrenza, conti, regole. Poi è arrivata la guerra e il diesel è diventato un problema. Il 28 ottobre la Commissione europea ha aperto un dialogo di alto livello con i raffinatori rimasti, co-presieduto dal commissario per l'Energia, Dan Jørgensen, e dal commissario per la Difesa, Andrius Kubilius. Risultato: una tabella di marcia congiunta.

di Piocy Tracoto · guarda il video (1:38)

Per vent'anni l'Europa ha trattato le sue raffinerie come lo zio imbarazzante al matrimonio. Meglio se se ne va. E se ne sono andate.

Ne restano settantaquattro. Un po' per la concorrenza, un po' per i conti, un po' per le regole di Bruxelles.

La colpa, come tutto in Europa, è divisa in quote. Poi è arrivata la guerra, il diesel è diventato un problema, e il ventotto ottobre la Commissione ha aperto un dialogo di alto livello con i raffinatori superstiti.

A presiederlo, il commissario europeo all'Energia, Dan Jørgensen, e il commissario europeo alla Difesa, Andrius Kubilius. Perché a Bruxelles, dopo vent'anni, hanno fatto una scoperta. I carri armati non vanno a buoni propositi.

Il commissario alla Difesa lo ha spiegato: senza carburante, la difesa è impossibile. Ci voleva un commissario. Il commissario all'Energia ha definito l'incontro molto fruttuoso, ma solo un primo passo.

Un primo passo, dopo vent'anni di passi indietro. Ora serve più produzione dalle raffinerie europee, per far scendere i prezzi. Quelle chiuse, però, non rispondono al telefono. La soluzione?

Una tabella di marcia congiunta. Bella. Rilegata. Con il logo.

Peccato che per marciare, serva il diesel.

Le fonti

Spunto, non fonte: ZeroHedge, che riprende OilPrice: 1, 2

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